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A Istanbul la bellezza non è splendore, è consapevolezza della perdita d’un imperio durato quindici secoli, e consapevolezza che nulla dura davvero, ma anche una stella brilla, per un solo, lungo, istante. La città è sospesa tra due respiri, due mari, due libri, due continenti, una soglia eterna tra Oriente e Occidente, tra memoria e desiderio, tra disfacimento e incanto. Qui tutto è doppio e tutto è in bilico, la voce del muezzin e il rintocco delle campane, l’odore del caffè e quello dell’incenso, il fruscio del mare e quello del bazar, le cupole di Santa Sofia e della Moschea Blu che si affrontano in un silenzio che dura da secoli. Dal Corno d’Oro si stende sulla città una luce liquida, che al tramonto si fa rame, poi, quando la notte tinge d’ossido d’argento l’acqua dello stretto, il Bosforo sembra un nastro di metallo, che divide e unisce il passato e il presente. Ponte di storia e di tempo, Istanbul è un mosaico vivo, in cui le tessere non combaciano mai del tutto. Proprio lì, in quella frattura, nasce la sua bellezza, struggente e unica. Un viaggio in compagnia di Chiara Brilli.
Il viaggio verrà effettuato con un minimo di 20 partecipanti.
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